|
I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI E LE NORMATIVE CHE NE REGOLANO L'UTILIZZO.
Dal punto di vista della loro applicazione le normative che regolano l'utilizzo dei DPI si dividono nelle seguenti famiglie:
|
|
1. PROTEZIONE DELLA TESTA (ELMETTI E CASCHI): EN397 e EN812.
Un elmetto conforme alla EN 397 è identificato dalla marcatura e deve riportare i seguenti elementi obbligatori:
Inoltre nella marcatura possono essere riportate anche altre caratteristiche facoltative mentre ulteriori informazioni complementari relative ad es.: alla manutenzione, montaggio, ecc. possono essere riportate sul foglietto d’uso. |
|
2. PROTEZIONE DEGLI OCCHI (OCCHIALI, VISIERE, ECC.): EN 166, EN140 ED EN175.
eventualmente abbinati a:
I danni da radiazione si differenziano in base al tipo di luce emessa:
Per ovviare a questi problemi vengono sempre più utilizzate maschere auto-oscuranti per saldatori, con filtri opto-elettronici che si oscurano in 0,2 millesimi di secondo dallo scoccare dell'arco elettrico. |
|
3. PROTEZIONE DELL'APPARATO UDITIVO
I DPI per proteggere l'udito recano una sigla in base alla frequenza che attenuano:
|
|
4. PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE
I filtri vengono poi classificati con una sigla (in base alla tipologia), con un numero (da 1 a 3 in base al potere filtrante), e con un colore (in base alla sostanza che filtrano), e sono suddivisi come segue:
Esempio: filtro combinato per gas (basso potere) e per polvere (alto potere): FFA1P3). |
|
5. PROTEZIONE DELLE MANI
Dal punto di vista costruttivo i guanti possono essere fatti in diversi materiali; plastica, gomma, cuoio e materiale dielettrico. In particolare, i guanti ad isolamento elettrico devono essere un pezzo solo senza cuciture, in materiale speciale e con spessore unico e costante. Devono essere accompagnati tassativamente da una manichetta che copre l'avambraccio. |
|
6. PROTEZIONE DEGLI ARTI INFERIORI
La Norma EN 345: Specifiche delle scarpe di sicurezza ad uso professionale definisce i requisiti fondamentali ed addizionali delle calzature di sicurezza. Tali scarpe sempre munite di puntale in grado di proteggere dagli urti fino ad un livello di energia di 200 Joule (cioè quello di un peso di 20 kg che cade dalla altezza di un metro e da forze fino a 1500 N (circa 150 Kg) possono essere muniti di vari dispositivi per la protezione da differenti situazioni ostili secondo la seguente simbologia:
Inoltre le combinazioni dei requisiti più diffusi sono indicate dai seguenti simboli
|
|
7. PROTEZIONE DEL CORPO E DELLA PELLE: ABBIGLIAMENTO DA LAVORO
La stragrande maggioranza degli indumenti da lavoro possono essere considerati DPI di I categoria per i quali le caratteristiche protettive si fondono con quelle di comodità di uso (robustezza allo strappo ed all'abrasione ma anche comodità, presenza eventuale di tasche particolari, ecc) fino ad arrivare all'eleganza, considerata ormai (per gli effetti positivi del sentirsi a proprio agio in tutte le situazioni) come un parametro importante della sicurezza sul lavoro.
|
|
8. ALTA VISIBILITA'
Inoltre anche i materiali rifrangenti (fluorescenti) e retroriflettenti, a seconda del loro coefficiente, rispettivamente, di fluorescenza e riflessione, possono appartenere a Classi diverse: da 0 a 3 per i materiali fluorescenti e da 0 a 2 per i materiali retroriflettenti. |
|
9. ABBIGLIAMENTO MONOUSO
A seconda del loro utilizzo per gli indumenti monouso sono rilevanti le seguenti Normative:
|
|
10. SISTEMA DI PROTEZIONE ANTICADUTA
Questi dispositivi, come dal D.P.R. 547/55 art.386, sono obbligatori non solo per lavori in quota o con pericolo di caduta dall'alto, ma anche per lavori entro pozzi, cisterne e simili. Infatti in caso di infortunio del lavoratore, esso deve poter essere estratto il più velocemente possibile dal pozzo/cisterna o simile. |